CAM, DNSH e DLGS 101/2020: azioni preventive in fase di progettazione e ristrutturazione Radon

CAM, DNSH e DLGS 101/2020

La progettazione edilizia, per rispondere alle attuali normative, deve tener conto dei parametri geologici locali .

In particolare si segnalano le seguenti norme:

1 Decreto Legislativo 101/2020 Art. 12 

la nuova Legge prevede all’Art. 12 che le abitazioni costruite dopo il 31/12/2024 abbiano valori di concentrazione indoor di Gas Radon non superiore a 200 Bq/mc.

2 Criteri Minimi Ambientali CAM

Il  MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA con DECRETO 24 novembre 2025 ‘Adozione dei criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e affidamento di lavori per interventi edilizi. (25A06516) in GU n.281 del 3-12-2025 al punto 2.3.11 delle nuove disposizioni del CAM Edilizia dispone:
Indicazioni al progettista
Questo criterio si applica per progetti di interventi di nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione, restauro e risanamento conservativo.
Si applica, inoltre, agli interventi di manutenzione straordinaria qualora prevedano opere che coinvolgono le strutture di locali a contatto, anche parziale, con il terreno.
Criterio
Il progetto deve prevedere strategie e tecniche idonee a prevenire e a ridurre la concentrazione di gas Radon all’interno dei locali destinati ad uso abitativo o di lavoro degli edifici, anche in sinergia con gli interventi finalizzati al risparmio energetico, quali ad esempio l’isolamento attraverso membrane “anti radon”, adeguati sistemi di ventilazione mirati a modificare la ripartizione della pressione tra ambiente interno ed esterno della costruzione, ecc.
Il livello massimo di riferimento, espresso in termini di concentrazione di attività media annuale di Radon in aria deve essere pari a 200 Bq/m
3 in armonia con il Livello di Riferimento stabilito ai sensi dell’art. 12 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101 per le abitazioni costruite dopo il 31/12/2024.
Il criterio si applica in caso di interventi di ristrutturazione edilizia o di nuova costruzione indipendentemente dalla zona in cui ricade l’edificio; quindi, non esclusivamente nelle aree prioritarie definite ai sensi dell’art.11 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, ove queste siano già state determinate.
Il radon, infatti può provenire principalmente dal terreno sottostante l’edificio, ma la sua capacità di accumularsi nei luoghi chiusi dipende principalmente dalle caratteristiche costruttive degli stessi.
Le strategie, compresi i metodi e gli strumenti per la prevenzione e la riduzione del gas radon indoor devono rispettare quanto stabilito dal PNAR di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 gennaio 2024, “Adozione del piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032”,i documenti tecnici ad esso afferenti (Dal paragrafo 4.4 alle Azioni 2.1 e 2.3 – Fase di monitoraggio in corso d’opera e finale a pag. 129 del DPCM citato) e le indicazioni tecniche per le misure riportate nella norma UNI ISO 11665-8
(Misura della radioattività nell’ambiente – Aria: radon-222 – Parte 8: metodologie per le indagini iniziali e supplementari negli edifici).
Verifica
La relazione CAM di cui al criterio “2.1.1 Relazione CAM di progetto”, illustra in che modo il progetto ha tenuto conto di questo criterio progettuale. È previsto al termine dei lavori la misurazione della media annuale di Radon con le modalità di cui all’allegato II sezione I del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, avvalendosi dei servizi di dosimetri di cui all’art.155, che rilasciano una relazione tecnica al termine delle misure con il contenuto indicato nel medesimo allegato.

3 Principio DNSH

Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF. Inoltre, i piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.

DNSH: Prevenzione e riduzione dell’inquinamento
Dovrà essere fornita, se la ristrutturazione dovesse interessare locali a rischio, una valutazione del rischio Radon, realizzata secondo i criteri tecnici indicati dal quadro normativo nazionale e regionale vigente.

Elementi di verifica ex ante
Verifica del rischio Radon associato all’area su cui sorge il bene e definizione delle eventuali soluzioni di mitigazione e controllo da adottare.

Elementi di verifica ex post
Radon – Dare evidenze implementazione eventuali soluzioni di mitigazione e controllo identificate.

Per ottenere un corretto risultato in fase di collaudo è allora importante:

A) La identificazione delle aree a rischioSoilRadon

L’identificazione delle aree a rischio radon può essere effettuata mediante la valutazione dei parametri geologici che influenzano la presenza del radon nel suolo associata alla misura della concentrazione di radon nel suolo ed alla sua emanazione. Per grandi aree, si identificano le unità di roccia in una procedura comunemente nota come PERS (potenziale di emanazione di Radon dal suolo) che vengono poi gestite in una procedura GIS.

A scala di cantiere vengono invece preferite misure di Radon nei gas del suolo. Nei casi in cui venga rilevata una elevata concentrazione di radon è necessario adottare delle misure progettuali aggiuntive anti-radon nella fase di realizzazione.

B) La progettazione edilizia

La costruzione di edifici indenni da radon dovrebbe essere preceduta di regola dalla valutazione dei livelli di radon presenti nel sito di edificazione. A questo fine è opportuno richiedere l’intervento di Geologi Specialisti per eseguire determinazioni sul terreno prima dell’inizio della costruzione dell’edificio. E’ comunque una buona regola consultare le mappe di rischio ove esistano. Le costruzioni residenziali dovrebbero essere sempre progettate e costruite in modo tale da minimizzare l’entrata di radon negli spazi abitativi. Le tecniche suggerite si basano su principi simili a quelli utilizzati per la bonifica degli edifici esistenti. Le differenze principali sono da ascriversi alla semplicità ed economicità di intervento delle opere di isolamento delle fondazioni nella fase di costruzione.

punti_ingressoIn sintesi i criteri da adottare per ottenere una bassa concentrazione di radon indoor sono:

  • la scelta, ove possibile, di aree con bassa concentrazione di radon per la costruzione di nuovi edifici o la scelta del più corretto attacco a terra;
  • la previsione in fase di progettazione di locali seminterrati (garage, cantine, ecc.) naturalmente ventilati o opportunamente isolati;
  • l’impiego di materiali da costruzione a basso contenuto di radionuclidi naturali ed a bassa esalazione di radon;
  • la predisposizione di opportuni impianti di ventilazione meccanica controllata nelle zone ad alto rischio.

Sono state messe a punto, da Istituzioni sia europee che extraeuropee (principalmente Stati Uniti e Canada), una serie di metodiche per la valutazione del rischio radon in fase preliminare allo scopo di intervenire con opportuni accorgimenti per ridurre le concentrazioni di radon negli edifici da costruire in zone a rischio.

  • Misura della concentrazione di radon nei gas del suolo su cui deve essere costruito l’edificio;
  • Valutazione delle concentrazioni di radionuclidi nei materiali da costruzione da impiegare;
  • Misura della concentrazione di radon nell’acqua se proveniente da pozzi freatici o artesiani;

Sulla base dei risultati delle misure viene esaminato il progetto e vengono indicate le modifiche necessarie per realizzare un edificio a bassa concentrazione di radon.

mappa

Si veda anche misura della concentrazione di radon nei gas del suolo

La ns società in qualità di servizio di dosimetria accreditato ISO 17025:2018 è a disposizione per rispondere a tutte le esigenze normative cogenti.

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